 
ROMY NARDI, UN VIAGGIO NELLA DONNA CONTEMPORANEA
marianna agliottone
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Che cos’è un
essere umano, e che cos’è la donna? Nelle opere di Romy Nardi, ogni
dettaglio, ogni gesto e ogni volto, esprimono il mistero di una
umanità ancora tutta da esplorare e diventano metafora del paesaggio
interiore della femminilità. Nei suoi lavori il carattere narrativo
assume un valore intimistico, quasi romantico, diventando
simbolo di una fusione tra arte e vita che consente all’osservatore di
avvicinarsi a ciò che l’artista vuole confidargli: i suoi ricordi, i
suoi fantasmi,
l’altra se stessa sperduta in qualche angolo del pianeta. La metafora
– misteriosamente seduttiva - dell’individualità che non smette mai di
mutare pelle, che non acquista mai una personalità definitiva. Il
doppio: l'altro Io dell'Io, con il quale
non necessariamente bisogna riconciliarsi.
Da questa
angolatura, il percorso della Nardi intende dunque porre l’accento
sulla natura umana: un universo dove coesistono da sempre virtualmente
due identità, due anime completamente diverse tra loro eppure
complementari. Esempi di alter ego, di una interiorità
contorta, in movimento verso un equilibrio forse mai raggiungibile in
maniera definitiva e capace di suggerire all’osservatore una realtà
mai univoca, elementare, bensì ambigua. Tali peculiarità hanno
condotto alla realizzazione di lavori quali ‘Andrea’,
‘Sensi’, ‘Chiudi gli occhi’; queste sue più recenti tele
che sembrano proprio gli ultimi sviluppi di un discorso - che
l’artista sta compiendo da tempo - intorno all’intenso e
contraddittorio universo femminile, all’immagine spaesata della donna
contemporanea: frivola, impulsiva, delicata o volitiva, fragile o
mascolina. Una natura in continuo cambiamento - secondo la maschera
che in questa vita è costretta ad indossare - portata in scena in un
intrecciarsi di immagini, sensazioni, colori, sfumati in una levità
quasi impalpabile e in atmosfere prive di riferimenti spaziali, capaci
di far perdere il senso di corporeità o di certezza.
E se è vero che l’arte
nasce dall’esigenza di narrare la vita, Romy Nardi ha scelto
deliberatamente di suggerire delle storie aperte, invitando
l’osservatore a fare congetture sulla vita dei soggetti ritratti. Lei,
proprio lei, ergendosi a modella e prima attrice delle sue stesse
opere - non senza una certa dose di ironia - slitta con disinvoltura
da riferimenti personali a dimensioni psicologiche più collettive:
ogni quadro - specie quella sorta di collage realizzati con
riproduzioni ricoperte da strati di colore acido e quasi pop -
rivelano tutti i particolari di un dialogo ricercato con se stessa e
con le proprie emozioni partendo da una indagine sulla propria
fisionomia e sulle espressioni del proprio volto. L’atmosfera così
pare posta su quella linea di confine tra astrazione e
auto-rappresentazione, fantasia e compiacimento, e concretizzata in
una figurazione passionale, multiforme, che celebra la donna con il
pretesto di riflettere sulla sua condizione esistenziale, svelando le
dinamiche e i temi della sua sensibilità esasperata.
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| Artist
gallery |
Romy Nardi |

L'opera "Catastrophe"
di Romy Nardi ci fa ricordare, per selezione memoriale, il
dipinto "L'urlo" (1893) di Edvard Munch (1863 - 1944) ed, in
parallelo cinematografico, l'urlo muto, rappreso ed
incanalato in gemiti viscerali ed in singulti di cuore di
Anna Magnani (1908 - 1973) impegnata in un'importante ed
icastica sequenza di un film che la vedeva sola in un parco
a ripercorrere i fatti del personaggio interpretato. Forza,
grinta, personalità, comunque, emergono dal dipinto e
segnalano, di contro, vigore intellettuale e sano "esprit de
revanche" della donna, rese dal pennello duttile di
un'artista vigorosa e decisa, ma dai tratti intimi
delicatissimi.
In una posa ieratica la donna "bestemmia" il mondo; denuncia
in modo ribelle e diretto parametri sconfortanti di quel
mondo ottuso che ha voglia di combattere per avere un altro
mondo di qualità
Maurizio
Vitiello
Catastrophe
Pan Napoli

energheia
Premio Terna

diablo
Maschio Angioino

chiudi gli occhi
Maschio Angioino

sensi
Maschio Angioino

senza filtro
Maschio Angioino

ghiacciò
Maschio Angioino

Romy
e Jannis Kounellis al Madre
| La proprietaria della Dimora Tipica Campana a corte è Romy Nardi |
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Romy a lavoro nel suo
studio
 


BIOGRAFIA
Nata a Sant’Antimo, in provincia di Napoli, il 5
dicembre 1961, già in tenera età, Romy Nardi mostra
un’attrazione irresistibile verso l’universo dei colori e del
disegno. Assecondando, così, la sua naturale predisposizione
verso l’arte, si iscrive al Liceo Artistico di Aversa, dove si
diploma con merito nel 1980.
Trasferitasi poi a Roma, frequenta prima la “Scuola di
pittura” di Silvio Bicchi e, in seguito, un corso per “interior
designer”.
Nel 1983 lavora come incisore di pietre preziose presso il
Laboratorio Bulgari.
Dopo una “parentesi squisitamente personale”, sul finire degli
anni ’90 la Nardi si riavvicina al mondo dell’arte,
frequentando dal 1999 al 2004, la “Scuola libera del nudo”,
diretta da Roberto Donatelli e da Ernesto Pugliese,
presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli.
Da quel momento la sua carriera artistica registra una
continua ascesa. Si susseguono varie partecipazioni a mostre
collettive: nel 2000 e nel 2001, all’Accademia di Belle
Arti, a cura del professor Roberto Donatelli; nel
marzo 2001, presso la casa editrice “Edizione Esquela”
a Giugliano; nel dicembre dello stesso anno, presso la sede
dell’associazione culturale “Evaluna” a Napoli; nel
2002, presso la “Casina del Boschetto”, in villa
comunale a Napoli; nell’agosto del 2002, a Gaeta nell’ambito
della XIV rassegna “Porticato Gaetano”; nel maggio
2003, a Ercolano in occasione dell’“Ercolaneum,
Terra di Fuoco tra terra e mare”; nel luglio 2003, presso
la casa editrice “Intramoenia” a Napoli. In occasione
di “MarzoDonna 2003”, il
suo quadro “Sophie” viene premiato e scelto per la copertina
del libro “Racconti di Donne”.
Intanto la sua fama varca rapidamente i confini nazionali. Nel
2005 espone all’HYPE Gallery di Amsterdam l’opera “Horror
Perpetual”, acquisita poi in maniera permanente dalla
galleria. Decide pertanto di allestire le sue prime mostre
personali: nel maggio 2005 inaugura, presso un antico palazzo
a corte nel centro storico di S. Antimo, la Bottega Art’è,
esponendo per la prima volta omogeneamente le sue opere,
realizzate per l’occasione anche su stoffa; nell’aprile 2006,
espone i suoi quadri presso l’associazione Ali di
Villaricca, nell’ambito della 3° edizione del premio
letterario “Il racconto nel cassetto”; mentre nel maggio del
2006, la libreria “Evaluna” ospita la sua personale
intitolata “Interstizio donna”.
Nell’ottobre del 2006 l’arte di Romy Nardi arriva anche a
Berlino, presso la galleria “Cafè Moskau”, mentre a
novembre, il Centro di Documentazione del PAN di Napoli
espone, in occasione della fiera “Artissima” di Torino,
la sua opera “Catastrophe”, acquisendone una copia nel
febbraio successivo. Nei primi mesi del 2007 realizza la
reinterpretazione della carta raffigurante la “Regina”,
su commissione del “Museo dei Tarocchi” di Bologna, che
la detiene in esposizione permanente. A maggio, poi, partecipa
a una collettiva internazionale presso la “Primo Piano
Livingallery” di Lecce e, contemporaneamente, prepara la
mostra “Doppio femminile”, visitabile dal 7 al 23 giugno al
Maschio Angioino di Napoli

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